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mercoledì 24 marzo 2010

IN MEMORIA DI UN MIGLIORE


Quanto fa male pensare a te ora,

sentire la tua presenza che è sempre stata forte

tra di noi e in noi,

adesso che la tua voce brillante non c'è più.

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Ci hai lasciato un vuoto inaspettato,

non abbiamo che da donarti un silenzio pieno di rispetto.

Per questo ti chiedo scusa per tutte queste parole….

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Ma sei più su di tutti noi, ora, sopra questa terra,

come chi prende il volo verso la creatività perfetta,

per guardare il mondo come l'ha sempre immaginato,

come il tuo più naturale bel viso che hai voluto lasciarci in memoria.

Hai riempito la nostra vita di libera e allegra follia,

di buon calore vero e di spensieratezza infantile e profonda.

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Là dove splende il sole che non tramonta mai,

sono le più alte aspirazioni,

quelle che le tue mani cercavano instancabili

rincorrendo con i tuoi gesti gli occhi,

per esplodere infine nelle tue creazioni.

Forse non le raggiungeremo mai, ma possiamo continuare ad ammirarle,

a crederle possibili insieme con te, perchè da solo riuscivi

a tirar fuori il meglio dalle nostre stesse vite.

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Insegnaci a non dimenticarti mai,

perché esiste un mistero: è quello dei migliori,

che inspiegabilmente vengono richiamati prima degli altri.

Forse è solo per ricordarci quanto il cielo gradisca i migliori,

e quanto, per un sacrificio che non vada sprecato,

chi resta debba vivere sempre la vita con intensità d'amore,

con altri occhi: socchiusi, concentrati e mai fermi su un punto,

come ci hai sempre insegnato nell'allegria,

pieno di bene vero per gli altri,

come un dono non scontato.

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Tu da solo, avevi mille facce,

e rimarrai una delle più belle composizioni

di tutti noi messi insieme.

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Grazie Carlo.

Riposa in pace.

martedì 3 giugno 2008

LA PASSIONE DI MARIA




Perché ora sei tu, Maria, a lottare ora con la vita come tuo figlio? Perché la morte prematura di Lui non ha voluto risparmiare alle tue numerose sofferenze il dolore ancora più grande di lasciare questo mondo? “Prendi me”: una frase sussurrata al cuore di molti ritenutisi indegni, morti al posto di altri per martirio dei nostri giorni; una frase ancora attuale dentro di noi, che vorremmo gridare, distrutti dalle lacrime, perché arrivi a Dio nel miglior modo, ma soprattutto perché venga ascoltata. Tante persone a te vicine, avrebbero volentieri lasciato nelle mani di Lui il proprio fardello di umanità, polvere e peccato, in cambio del candore della tua breve innocenza. Tanti si sarebbero sostituiti a te, Maria, che assomigli più ad un Gesù Bambino dai morbidi riccioli, pur di vederti ferma, addormentata ma non come in una calda mangiatoia di vita.

Maria, questa vita fatta di corpo, scienza, previsioni e sentenze i chiodi l’ha voluti riservare a te: prima un banale incidente che ha tolto i respiri ai sorrisi, poi la terribile complicazione, poi la polmonite ingiusta e quindi il cuore, affaticato… E pensare che tu non sei mai stata sotto una croce a piangere un figlio: solo il pensiero di saperci noi in lacrime al tuo capezzale, mi fa rabbrividire. “Prendi me”, al posto tuo, creatura innocente, che doveva vedere più primavere di quante ne ha contate ai suoi primi risvegli.

Ti ricordo così Maria, pur non conoscendoti. Ti penso come unica rappresentazione della mia mente, scaturita da una foto dagli occhi belli e vivi come il mare. Ti vedo come una preghiera salita al cielo che ha fatto coro con chi ora sta sotto la tua croce, più di quanto possiamo farlo noi.

Non so se credere ai miracoli, in questi momenti, che Dio ci fa piovere addosso come acqua capace di scavare solo corridoi sotterranei. Non so se sia giusto chiedere e gridare: “Alzati e cammina”, oppure “Risorgi, ti prego, in tre giorni”. Non so se farlo, perché semplicemente nessuno possiede questo fiato ora, ma solo sofferenza, forse colpe e rimorsi inutili per ciò che è successo.

E’ che troppo disarma vedere fatta carne sotto le nostre coscienze una Passione all’incontrario: un peso calato tutto sulle spalle fragili di una bambina che ora dovrebbe saltare, sorridere e gioire. E’ che non riesco ad immaginare come la natura delle cose abbia infierito tutta e solo sopra di te, e senza pietà, o meglio…sicuramente...spero…senza una volontà precisa. E’ come pensare di vederti camminare dopo una disgrazia senza fine, è come sperare di rivederti correre senza mai avere avuto il tempo di farlo.

Ti prego, o Dio, facci accettare la sorte, votata ad una quasi certa morte scientifica, della piccola Maria, così come a volte indegnamente abbiamo accettato la tua.

Fa’ che possiamo vedere in questa logica senza una logica, un desiderio di far piovere ancora più amore su tutti coloro che sono stati toccati da questa Passione. Fa’ che questa bambina non sia solo un sacrificio voluto dalla caducità e fragilità del mondo, ma un faro che ci ricordi che la vita vera non può finire in questo modo, ma deve per forza continuare al di là...spero ancora al di qua, rialzati Maria!

Altrimenti mai ci avrebbero creato nel petto e per amore un cuore così piccolo, ma capace di contenere tutto questo e anche la speranza del suo superamento eterno.


Giugno 2008 Marco, per la piccola Maria...