Visualizzazione post con etichetta Amici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Amici. Mostra tutti i post

mercoledì 24 marzo 2010

IN MEMORIA DI UN MIGLIORE


Quanto fa male pensare a te ora,

sentire la tua presenza che è sempre stata forte

tra di noi e in noi,

adesso che la tua voce brillante non c'è più.

-----------------------------------------------------------

Ci hai lasciato un vuoto inaspettato,

non abbiamo che da donarti un silenzio pieno di rispetto.

Per questo ti chiedo scusa per tutte queste parole….

-----------------------------------------------------------

Ma sei più su di tutti noi, ora, sopra questa terra,

come chi prende il volo verso la creatività perfetta,

per guardare il mondo come l'ha sempre immaginato,

come il tuo più naturale bel viso che hai voluto lasciarci in memoria.

Hai riempito la nostra vita di libera e allegra follia,

di buon calore vero e di spensieratezza infantile e profonda.

-----------------------------------------------------------

Là dove splende il sole che non tramonta mai,

sono le più alte aspirazioni,

quelle che le tue mani cercavano instancabili

rincorrendo con i tuoi gesti gli occhi,

per esplodere infine nelle tue creazioni.

Forse non le raggiungeremo mai, ma possiamo continuare ad ammirarle,

a crederle possibili insieme con te, perchè da solo riuscivi

a tirar fuori il meglio dalle nostre stesse vite.

-----------------------------------------------------------

Insegnaci a non dimenticarti mai,

perché esiste un mistero: è quello dei migliori,

che inspiegabilmente vengono richiamati prima degli altri.

Forse è solo per ricordarci quanto il cielo gradisca i migliori,

e quanto, per un sacrificio che non vada sprecato,

chi resta debba vivere sempre la vita con intensità d'amore,

con altri occhi: socchiusi, concentrati e mai fermi su un punto,

come ci hai sempre insegnato nell'allegria,

pieno di bene vero per gli altri,

come un dono non scontato.

-----------------------------------------------------------

Tu da solo, avevi mille facce,

e rimarrai una delle più belle composizioni

di tutti noi messi insieme.

-----------------------------------------------------------

Grazie Carlo.

Riposa in pace.

mercoledì 19 settembre 2007

UN CONCENTRATO DI LIBERTA'


Un concentrato di succo di limone, aspro e a toni stridenti per una società consumistica da XXI° secolo, denso, ricco di significati, colpisce al cuore con pochi fronzoli. Questa l’immagine che emerge dal lavoro sapiente di Arturo Paoli e Gianluca De Gennaro e spiazza per la sua “semplice” verità. “IL DIO DENARO” è un libro che si legge d’un soffio, ma che si gode solo ad un’attenta rilettura, ed è come un compendio di una Divina Commedia che sale sempre più verso l’alto man mano che si gira pagina. Si va dall’inferno dell’impossessamento da parte del dio-Denaro, che entra nell’umanità concreta di ogni giorno, crea paure nelle piazze in cui si manifesta (banche e mercato) e materializza bisogni indotti. E’ la richiesta pressante di soddisfacimento di queste “voglie” da parte dell’Idolo che crea l’illusione della felicità. Tuttavia bisogna abbandonare le ideologie della filosofia “vecchia” che non parla all’uomo nella sua quotidianità, per sostituirle con l’etica della responsabilità umana. Ecco allora che il purgatorio comincia dal riconoscimento dell’idolo, dal re-impossessamento della coscienza e dalla consapevolezza che la Chiesa spesso rimane lontana dall’effettivo mondo vuoto e distruttivo che il mercato distorto crea nell’uomo. Si va, insieme ad un Paoli “Virgiliàno” e ad un De Gennaro “Dantesco”, verso la strada del cambiamento dei modi di vivere, unici responsabili dell’incarnazione dell’Idolo-Denaro in noi: riacquisizione della libertà e del tempo personali, congiuntamente alla ricerca di Dio-Amore e all’accoglienza del suo messaggio purificatore, sono i protagonisti dell’ultima cornice di un purgatorio necessario, attuale, universale, che chiama indistintamente. Come in "Momo", uno stupendo romanzo di Michael Ende la protagonista è in lotta eterna contro gli “Uomini grigi” che cercano di impadronirsi delle ore degli uomini per sopravvivere, così tutta l’umanità, prima che arrivi la morte, deve ritrovare il suo tempo. Tempo per sconfiggere l’angoscia e il rimorso, che a causa della religione del dio Mercato a cui ci si è inchinati, sono sinonimo amaro di un vuoto lasciato dietro di sé. Siamo all’esorcismo finale e completo, al raggiungimento del paradisiaco culmine. Nell’Empireo della libertà, “felicità e grazia mi saranno compagne” (Bibbia, Sal 22). Gli altri possono diventare “amici” e, secondo gli autori, quando si produce internamente un moto di fuoriuscita da sé, insieme a tenerezza, ascolto, comprensione e accettazione, il Dio Amore ha trovato la sua vera piazza. Il vero completamento e la vera realizzazione stanno nel lasciar vivere Dio in ogni vita. In quanto simili le une alle altre, le vicissitudini umane devono portare al valore della compassione, che nella sua accezione positiva significa riconoscere e oggettivare le paure e le positività altrui, per poi farsene carico e innalzarle per mezzo del Dio Amore. Cosa dire di questo lavoro? Maestrale nella sua capacità di disegnare sul tetto di ogni nostra esistenza e di raccontare alla società una grande parabola. Dall’idolatria in se stessi di un dio-Mercato che non dà senso alla vita, si può salire verso le vette della rinascita di una persona completamente nuova e libera, per “scendere” infine nel rapporto di amicizia e amore coi nostri coetanei, in particolare con i poveri e i più sfortunati. Arturo Paoli e Gianluca De Gennaro cercano di riportare sulla terra, alla maniera di E. Levinas, una filosofia non idealista ma utile alle questioni economico-sociali, per fondere sapientemente l’idea del mercato giusto con le soluzioni per poterlo costruire, i sillogismi dell’intelletto con i gesti umani e fisici che scaldano i rapporti.

lunedì 25 giugno 2007

PERLE, RAGGI E SILENZIO - parte I





WALTER LANZARA: un nome, un cognome, battesimo anagrafico sulla carta, battesimo "on the air" di un lavoro artistico molto particolare.

Questo il titolo autobiografico del primo nuovo lavoro dell'omonimo maestro ed amico: la sua vera differenza sta nei particolari. Un cd autoprodotto nel silenzio delle emozioni che diventano musica. 11 pezzi inediti, finemente studiati a fondo prima nei meandri di un'anima inquieta, seria e magicamente sognante e poi manifestati al di fuori come fiume in piena tra le mura della casa in cui Walter è vissuto.
Navigando contro la corrente dilagante della musica "fai da te", per cui è possibile avere un computer e quattro software e si può sfornare un collage informe chiamato lavoro artistico, Walter si contrappone con lo studio profondo e paziente di se stesso e delle forme musicali che utilizza. Ogni pezzo nasce nell'arco di mesi nella sua personalità, partorito da un pensiero, da un'esperienza, e via via si ricopre come una perla di spunti e idee. Infine, in pochi giorni, il tutto esplode come raggi di supernova e in pochi giorni diventa realtà. Questo è avere le idee chiare: la profonda ricerca si sente tutta e la pazienza "creativa" viene ampiamente ripagata dall'opera d'arte in crosta.

I GIORNI DI OTTOBRE apre il cd, e subito solleva questo quesito a chi ascolta attentamente: nella metereopatia scatenata dall'autunno di una città universitaria, è possibile venire fuori dalla patina grigia della quotidianità per far emergere se stessi? C'è in quella condizione di pioggia e nel pezzo "in toto" la metafora della condizione umana "Matrixiana", per cui il grigio della solitudine che crea appiattimento e incomunicabilità, vuole abbeverarsi dei raggi che provengono dall'interno e dall'esterna melodia degli altri. L'embrione, serializzato e stereotipizzato come in Matrix, tende a "rinascere" e a staccarsi, per urlare se stesso, il suo bisogno di dialogo e la sua unicità.

Forse non è un caso che la parola spagnola "lanzara", tradotta letteralmente in italiano, significa "LUI HA TRASMESSO"! Questo cd infatti dà tanto, sia in termini tecnico-musicali, che sul piano delle emozioni. Forse la magia di questo progetto, sta nella discrezione e pacatezza di Walter, che tuttavia trova nella musica l'espressione principe dell'inarrestabile ed energico sfogo interiore, canalizzato ad arte e confezionato in perle colte e raffinate. E' come se ogni pezzo fosse una valvola, che si apre per urlare vita sotto le righe di un rock elettronico mai banale, ma ricercato e studiato.





to be continued...

lunedì 2 aprile 2007

LODI PER UN GIULLARE "STRAORDINARIO"


Ho conosciuto un giullare, che si dimentica per un attimo di sè, chiude in una scatola colorata i suoi pensieri più negativi e i suoi dubbi, li mescola con le parti più belle e più nascoste di sè, incarta tutto e ci fa un fiocco sopra!
Poi lo presenta come un regalo al pubblico nella maniera migliore, e all'ultimo momento sfodera da un doppio fondo che lui solo sa, quella novità che lascia a bocca aperta tutti!
Lo conosco per fama e fame di pubblico.
Lui non sa che lo conosco fin nel fondo di qualcuno dei suoi doppi fondi, perchè è bravo a nasconderli bene, per non rovinare il trucco, per continuare a stupire...
Mi sono regalato un dado, per tirare a sorte tra i miei pensieri su di lui e vedere

se la fortuna una volta corre in mio aiuto, abbandonando la sua proverbiale cecità!
Il giullare alto dai piedi di elfo è nascosto sotto un cappello a campanellini suonanti, o sotto una barbetta incolta che farà scivolare abilmente dietro al trucco del suo inganno.
Lui non sa che conosco il suo lavoro "straordinario" e che forse per un attimo, nel fluire della sera di uno dei suoi spettacoli, ho capito che la sua arte è così libera da volare oltre le ore prestabilite della sua performance, già tutta caldamente artistica.
Il suo lavoro è "straordinario", nel senso che continua al di fuori, e si prefigge di portare il sorriso per non tornare a vedere negli altri il filo spezzato di una delle sue lampadine. Perchè lui come tutti vorrebbe essere sempre "acceso" e mai spento.
Se il sole ama l'erba sulla terra, a cui dà vita, non vorrebbe vederla felice anche quando esso tramonterà? Per questo esiste la luna, apparentemente spenta, come specchio che getta ancora sulla terra la luce di quel sole.
Il giullare che ho avuto la fortuna di incontrare ha questa missione: far sorridere il pubblico, fuori e dentro di sè, come fuori e dentro di sè il teatro gli impone di stare.
E mi auguro che se incontrerà un cuore "scoperto" che lo svelerà, non tradirà quella sua arte e quelle sue parti nascoste, ma le trasformerà in qualcosa di ancora più bello... come il palco della vita...come il suo più bel sole...come la sorpresa di trovarsi a vivere ogni giorno di più!

martedì 27 marzo 2007

Ne approfitto subito...

Caro Marchino, approfitterei subito della tua disponibilità per porti tre quesiti su Photoshop:
1) Nel template per le pagine 1-4 di un booklet di un cd (copertina e quarta di copertina) come si fa a visualizzare la linea centrale (quella che divide le due pagine) senza che appaia nella stampa?
2) Come faccio a creare un progetto tondo per la stampa su cd?
3) Ho creato un template personalizzato e quelli che trovavo di default sono scomparsi: non sono più disponibili e ora l'unico che trovo quando vado ad aprire un progetto nuovo è quello personalizzato creato da me. Come mai?
Beh, caro Marco... te sei cotto 'n ovo co' 'sto blog!

lunedì 26 marzo 2007

Lieto di essere il primo

Ciao Marchino, poi mi spiegherai meglio a che serve tutto questo.