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venerdì 19 marzo 2010

UN PARTO....O UN ARRIVO ?

Buongiorno a tutti i visitatori di questo umile blog, che vuole senza pretese riconsegnare a questa tipologia di siti, la sua originaria natura "diariale", cioè la sua connotazione profonda di "collezionismo di momenti e di emozioni".
Auguri a tutti i PAPA' che oggi passeranno di qui....a me hanno fatto gli auguri A META' !

E proprio in attesa della mia futura prossima paternità, proprio ieri riflettevo sulla metafora del viaggio, del ritorno e dei corsi e ricorsi....
e l'ho associata mentalmente all'incredibile miracolo di una nuova vita che nasce !



Se tua moglie prepara una valigia bombata non per partire,
ma per aiutare qualcuno ad arrivare...

Se in quella valigia inserisci morbidi pannolini immacolati,
per attutire il lancio di una generosa cicogna sulla terra...

Se il tuo viaggio ti porta lì dove qualcuno parte e qualcun'altro arriva,
e non sei in nessuno degli aeroporti internazionali....

Se con tua moglie vivi questo viaggio non perchè programmato,
ma come un frenetico, reattivo "last minute" inaspettato...

Se per andare, devi essere anche un po' partito...di testa,
perchè non puoi mai sapere il futuro non ancora arrivato....

Se il presente e il futuro sono solo una parentesi amorosa
tra l'andare verso un figlio e un rivoluzionare se stessi....

Se per tutta questa corsa e per tutte le cose belle guadagnate con dolore,
non riporti solo sudore e lacrime gioiose, ma ti scopri in uno in più....

Se tua moglie un giorno ti dice: "Sbrigati, amore, io PARTO"...
e tu le rispondi con trepidazione: "Eccomi, ARRIVO..."

Se ti senti in viaggio continuo tra quello che sarà il tuo bagaglio finora,
e l'ignoto che ti aspetta come un esame perenne in cui darai tutto te stesso....

...beh, non sentirti arrivato, ma solo un po' partito di gioia e follia,
come uno starter dà l'avvio ad una corsa a cui non sei preparato,
e torna a casa! Sorpreso da te stesso e da chi ti sta accanto !
Con la meraviglia di essere ancora in DUE davanti a un TERZO,
e lo stupore di sentirti molto più ripieno e libero e volatile
di una TERZINA usata per commemorare !

martedì 11 settembre 2007

IN MEMORIAM SPECULAREM


Quasi uguali

gemelli omozigoti


nati e morti in una sola era

che sarà ed è

XXIesimo secolo


Persi

un giorno anch'io

due fratelli

gemelli

quasi uguali


Sarebbero nati per me

al posto di


me


Se fossero al posto mio

dove sarei adesso


io


Egoismo e odio

poli

di potenza

americani

invertiti


Gemelli americani

non camminano più

o non hanno imparato

per tutto

tutto

il mondo

come dovevano


erano vivi

in piedi

che vita futura

hanno sottratto

alle anime

ingoiate


Io


sono


io sono qui


mai saprò

che vita avrebbero

ora

i miei

gemelli

venerdì 13 aprile 2007

LA MIA CHITARRA


Possibile che così teso il cuore di una corda di chitarra,
sbronzo di metallo raffreddato, potenziale di note
e muto a tratti stoppati,
continua ad urlare nel cotone come sa fare,
rivestito di elementi scuri e chiari,
come sa che a orecchio non mio sarà notato…?


Ninne nanne gitane fuse e flamenchi
passionali in quei metalli non nobili..
quanto alta e perfetta l’incompletezza dell’amore,
silenzioso e mite e potente,
basta da riempire una buca nera…
Il cerchio perfetto di quello che verrà, che non è ancora,
la risonanza di un corpo tutto mio
intorno al mio centro per altri centri e altri corpi,
sbadigliato fino all’alto di musiche corali.


Voglio te per suonare insieme nostre melodie,
il mio legno d’ebano le tue venature di faggio,
due casse compiute aperte all’ignoto,
ponti diversi sui nostri doppi tre,
grazie a note di musica echeggiate
da spigoli e bocche vive
di pieni e vuoti delle nostre esistenze
convitate alla grande orchestra dei cuori.